16# Vino, Vite, Vita: Appunti di 1 ciclo lungo 1 anno

Parafrasando una famosissima canzone, “per fare il vino ci vuole l’uva…per fare l’uva ci vuole la vite…”; la vite quindi è l’origine del vino, e ogni anno si rinnova il suo ciclo di vita “personale”, nonché quello della produzione del suo frutto: l’uva.

Ciclo vitale
Dopo la messa a dimora, le barbatelle(=piantine di vite) sono pronte per formare un nuovo vigneto; durante i primi anni di vita, circa 3, la vite, in continua crescita, non produce alcun frutto perché la pianta si deve formare ed irrobustire. Il viticoltore è il principale artefice di questa fase poiché egli interviene con la potatura alla formazione della pianta.
Dal 4° anno in poi si effettua la prima potatura di produzione con una produzione fruttifera finale al 30%. Dal 7° al 30° anno si ha il massimo rendimento del vigneto, dal 31°anno in poi si ha una graduale diminuzione della resa per ettaro ed un conseguente innalzamento della qualità del prodotto.

Sotto – Ciclo vegetativo e riproduttivo
La nuova annata inizia paradossalmente dalla fine della vendemmia precedente. La vite viene lasciata a riposo nei mesi di Ottobre-Dicembre.

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Di seguito, il viticoltore effettua la potatura invernale, a partire da fine Gennaio (a seconda delle condizioni atmosferiche: gelo e nevicate tardive ritardano il momento della “sfoltitura”) che, in base alla modalità di svolgimento, offre precise garanzie per la vendemmia successiva.

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Lacrimazione

Dopo la potatura la vite, tra fine Febbraio e inizio Marzo, si assiste alla fase del “pianto”: in questo periodo l’arbusto provvede alla cicatrizzazione dei tralci amputati mediante la produzione di una resina simile alle lacrime. L’ individuazione del periodo in cui avviene il pianto della vite è molto complicata, ma vari studi hanno portato al 17 marzo come data media entro cui poter osservare tale fenomeno. Naturalmente essa dipende da molti aspetti che sono strettamente legati all’andamento stagionale e al tipo di vitigno. E’ opinione diffusa legare il pianto della vite con il raggiungimento dei una certa temperatura del terreno.Questo fenomeno non è legato alla differenza di potenziale idrico tra la superficie fogliare e le radici, visto che la pianta non ha ancora le foglie, ma dalla pressione esercitata dalla ripresa dell’attività radicale.

Dopo circa un mese dal pianto della vite, data media stimata da diversi studi, le gemme ibernanti iniziano a rigonfiarsi, le perule si allargano e appare il germoglio.Per quanto riguarda le gemme, compaiono prima quelle pronte, sotto l’apice vegetativo, all’ascella delle foglioline. Quelle ibernanti si sviluppano molto più lentamente e sono completamente formate all’inizio della primavera successiva. Anche questa fase può avvenire prima o dopo a seconda della varietà della vite e dall’andamento stagionale ed è legata solo alla temperatura dell’aria. La formazione delle foglie avviene con l’allungamento del germoglio e dura circa 40 giorni

Per definire con più precisione lo stato di avanzamento del germogliamento, intorno a tardo Marzo-Aprile, sono state introdotte delle fasi a percezione immediata (=come riferimento è stata utilizzata la scala numerica proposta da Eynard):

  • [1] Gemma ferma
  • [1,5] Gemma appena mossa
  • [2] Gemma ben rigonfia
  • [2,5] Comparsa del verde
  • [3] Spiegamento delle foglioline
  • [3,5] 3 foglioline spiegate e internodi ben visibili
  • [4] 4 foglioline spiegate
  • [5] 5 foglioline spiegate ed eventuali grappoli visibili

Scendendo nello specifico, lo sviluppo riproduttivo riguarda il ciclo all’interno del quale la vite sviluppa i suoi frutti: coma già detto, le gemme pronte sono le prime a formarsi, all’ascella delle foglie, intorno alla metà del mese di maggio. Altre gemme, quelle ibernanti, iniziano al fase di sviluppo primordiale del grappolo e successivamente arrestano il loro sviluppo, per ripartire all’inizio della primavera dell’anno seguente. Questo fenomeno, che viene comunemente chiamato “Differenziazione delle gemme“: la differenziazione ha inizio con la formazione delle gemme e successivamente con la formazione di grappolini primordiali.

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infiorescenza

All’interno la gemma, presenta due appendici opposte ai lati dell’apice vegetativo che daranno rispettivamente origine ad una foglia e ad un grappolo. Il grappolo primordiale successivamente si ramifica dando origine ad un secondo grappolo. Dagli studi effettuati è emerso che il primo grappolo si forma fra la meta di maggio e la metà di giugno e il secondo dopo circa 15 giorni dalla formazione del primo grappolo. La fruttificazione stessa dipenderà dalla corretta preformazione dei grappoli primordiali e dalla loro buona nutrizione. In base al numero di gemme la produzione sarà più o meno abbondante. Per produrre prodotti di qualità a livello enologico, ogni vite non si deve sovraccaricare di frutti, altrimenti si corre il rischio di produrre molta uva con uno scarso tenore zuccherino. La fioritura è la fase più breve del sottociclo riproduttivo. La sua durata può variare tra i 9 e 21 giorni. Come per tutte le fasi vitali della pianta,il suo inizio dipende dalla luce e dalla temperatura. Solitamente si schiudono prima i fiori centrali del grappolo poi quelli distali e infine quelli delle ali. La fecondazione è generalmente eterologa cioè il polline di un fiore feconda quello di un altro e anemofila cioè favorita dal vento.

Successivamente nei fiori fecondati l’ovario si allunga e comincia a crescere diventando più o meno sferico. Inizialmente l’acino è diviso in due parti di egual misura che successivamente si differenziano, perché quella più esterna rimane inalterata e quella più interna si sviluppa aumentando di volume. L’aumento di volume dell’acino è dovuto principalmente ad una distensione delle cellule.Dopo la prima fase di accrescimento dell’acino verde si ha una fase in cui lo sviluppo, in termini di dimensionali, rallenta.Questa fase può durare anche diversi giorni. Nelle bacche verdi avviene la fotosintesi che tuttavia non è sufficiente per garantire lo sviluppo completo dell’acino e quindi vi è un richiamo di carboidrati da altre parti della pianta. Questo porta alla formazione all’interno dell’acino di acidi organici (tartarico e malico) e dei tannini.

La fase successiva riguarda l’invaiatura che rappresenta l’inizio della maturazione degli acini. Essa ha inizio nella prima parte di agosto con una discreta variabilità che dipende dalla zona e dal tipo di vitigno e dall’andamento stagionale.

Durante il periodo della maturazione che va dalla tarda primavera alla fine dell’estate, si deve prevenire alla vite il contrarre malattie. Le più comuni e pericolose sono la peronospera, che si combatte irrorando la pianta con prodotti a base di rame; l’oidio, curabile con prodotti a base di zolfo; la Botrytis ed il marciume acido, malattie favorite dalla presenza di intense piogge durante l’ultimo periodo di maturazione; la flavescenza dorata, una  malattia di origine virale.

A fine estate/inizio autunno, a seconda delle tipologie del vitigno, si procede alla misurazione del tenore zuccherino mediante apposito rifrattometro, strumento in grado di leggere nella sostanza zuccherina il potenziale valore alcolico. Se, dopo quest’azione, l’uva è sufficientemente matura, si avvia la vendemmia.

La maturazione dell’uva è uno degli elementi fondamentali per la decisione del periodo di vendemmia; essa, infatti, definisce il rapporto tra gli zuccheri e gli acidi, e viene chiamato maturazione tecnologica.Si parla, invece, di maturazione fenolica nel momento in cui la membrana cellulare della buccia si trova nella situazione ottimale che permette la massima dissoluzione nel mosto dei componenti fenolici; ciò comporta che, lasciando maturare più a lungo l’uva, si abbia un aumento della componente fenolica, tale da rendere il vino più strutturato.La situazione ideale per la vendemmia è quella in cui maturazione tecnologica e maturazione fenolica coincidono.

Se è vero che conta molto anche il feeling Vignaiolo-Enologo e Vitigno, ecco alcune perle di saggezza popolare sedimentate da secoli di “osservazione induttiva”:

-Tra Agosto e Settembre si raccolgono le uve a maturazione precoce (ad esempio il Moscato), le uve per la produzione di spumante secco e quella per la produzione di certi vini passiti.Dicono i proverbi popolari:

– Di Settembre e di Agosto – bevi vino vecchio e lascia stare il mosto
– Agosto ci matura grano e mosto
– D’Agosto l’uva fa il mosto
– A san Lorenzo l’uva si tinge
– Agosto matura, Settembre vendemmia
– Zappa la vigna d’Agosto – se vuoi avere buon mosto
– Chi vuole buon mosto zappi la vigna d’Agosto,chi vuol l’uva grossa zappi la proda e scavi la fossa
– Chi zappa la vigna d’agosto – la cantina empie di mosto
– Quando piove d’Agosto piove olio miele e mosto
– L’acqua del 24 Agosto rovina olio e mosto

Tra Settembre e Ottobre si vendemmiano la maggioranze dalle uve, prima a bacca bianca, poi a bacca rossa.Ecco cosa dice la saggezza popolare a riguardo

– A santa Eufemia comincia la vendemmia
– Da Settembre prima la bianca che di pendere é già stanca (riferito all’uva)
– Se fa bello per san Gorgone – la vendemmia va benone (san Gorgonio é il 6 Settembre)
– La pioggia di Settembre č veleno per l’uva

In cantina, è tempo di imbottigliare i vini a media maturazione (che si consumano il secondo anno dopo la vendemmia), qualche giorno dopo aver effettuato il travaso, in modo che il vino risulti mondato dai residui depositatisi sul fondo.

Tra Ottobre e Novembre si raccolgono le uve a maturazione tardiva e quelle che si lasciano appassire sulla pianta per produrre certi tipi di vino passito.A proposito di Ottobre dicono i proverbi popolari:

– Ottobre, il vino é nelle doghe (cioé nei barili)
– Ottobre: vino e cantina dalla sera alla mattina

11# Love, Love, Love….. 14 Febbraio: San Valentino…Love is in the air!!!

Oggi è la giornata dell’Ammmmmmorrrree! 14 Febbraio…San Valentino!

L’origine di questa giornata mondialmente vocata all’Amore ha radici antichissime. San Valentino, prete e martire, visse nel periodo compreso tra il 203 e il 268: la tradizione vuole che Valentino fosse figlio di un centurione romano di nome Giuliano e della matrona romana Priscilla. Diventato sacerdote continuò instancabilmente nella predicazione evangelica seguendo con particolare interesse le coppie di fidanzati e di sposi in difficoltà ed è probabilmente per questo motivo che è diventato il Santo protettore degli innamorati. Egli venne in seguito condannato alla decapitazione che sarebbe stata eseguita, come vuole la tradizione, il 14 febbraio 268, sulla via Flaminia, dove fu costruita una basilica a lui intitolata per volere di papa Giulio I.

La fama di questo Santo si diffuse prima in tutto l’impero romano grazie ai legionari che lo fecero conoscere in tutta l’Europa e poi, per merito dei nostri missionari, nel resto del mondo. Sul Santo degli innamorati comunque storia e leggenda si confondono. La vita di Valentino, secondo alcuni, si sdoppia: non un solo santo martire, ma due. Uno vissuto intorno al III secolo, presbitero di Roma, l’altro martire di Terni ove probabilmente fu vescovo intorno al VI secolo e dove viene festeggiato solennemente ogni anno. È probabile che siano effettivamente vissuti entrambi i martiri e che nel corso dei secoli le loro storie si siano intrecciate e sovrapposte.

Sembra anche che la Festa di S. Valentino fosse celebrata già all’epoca di S. Gregorio Magno (fine VI sec.) come risulta da documenti sacramentali. Qualunque sia la vera storia, certo è che S. Valentino è uno dei santi più amati del mondo. La festa di San Valentino è stata inserita nel calendario il 14 febbraio, giorno della sua decapitazione, secondo il martirologio romano.A Roma il culto ha tradizioni antichissime com’è provato dal cimitero della via Flaminia che porta il suo nome, mentre a Terni c’è una basilica dedicata al santo, patrono della città. Molti si chiederanno allora perché il 14 febbraio è diventato il giorno degli innamorati? Il giorno dei bigliettini affettuosi o scherzosi detti appunto “Valentini”, il giorno dei regali tra il serio e il faceto, delle dichiarazioni d’amore un po’ vere e un po’ ironiche?

L’usanza ha radici antiche nei paesi anglosassoni (da noi è stata importata di recente), dove ha avuto origine. Si può pensare ad antiche usanze connesse ai riti delle fertilità primaverili, alle stagioni in cui gli uccelli cominciavano a nidificare. Per cui la festa di S. Valentino segnava l’annuale risveglio della vita e quindi dell’amore. Ma non è improbabile che alla radice dell’usanza gentile ci sia proprio il ricordo di un Santo, come vuole la tradizione.

Durante il Medioevo, in Inghilterra e Francia, si diceva che il 14 febbraio gli uccelli cominciavano ad accoppiarsi: nacque così il detto che “a San Valentino ogni Valentino sceglie la sua valentina”.Da allora il martire divenne il patrono degli innamorati ispirando anche l’usanza dei bigliettini teneri e spiritosi, documentata fin dal secolo XV, detti appunto “valentini” sui quali abbondano i cuori trafitti o le tortorelle, o gli anelli intrecciati ed altri oggetti sempre riferiti all’amore.

Piccola e particolare parentesi della tradizione Friulana:

La festa di San Valentino fu istituita nel 496 quando papa Gelasio I decise di contrapporla alla festività pagana della fertilità (i Lupercalia). Oltre a essere il patrono dell’amore universale san Valentino era venerato per le sue doti di taumaturgo. A questo ruolo di guaritore era destinato dal suo stesso nome ‘Valentinus”, in latino, che deriva dal verbo ‘valere”: star bene in salute, essere sano e forte. In Friuli era invocato a protezione dell’epilessia, nota come ‘mal caduco” o ‘male di san Valentino”. La malattia che da lui prendeva nome era terribile e misteriosa per cui non si mancava di andare ad acquistare il pane benedetto (a forma di otto), le chiavette benedette e, in taluni centri, anche delle lunghe e sottilissime candeline, che si accendevano durante le crisi epilettiche come la chiavetta che si appendeva al collo dell’ammalato di ‘malcaduco” o ‘mâl dal assidènt” e anche ricordava: Uuna chiave reale, di ferro, veniva messa nella mano contratta dell’ammalato, forse per spontanea ispirazione, non certo per consapevole mesmerismo. A proposito della particolare forma ad otto di questi pani benedetti (biscotti rituali del 14 febbraio) la studiosa ipotizza che simboleggiavano probabilmente la serpe intesa nell’accezione di pharmacos (i due serpenti intrecciati), come nella verga degli araldi e di Mercurio. Somiglianti ad un otto erano quindi i ‘colàz” in questo caso detti ‘di san Valentin”, ciambelle tipiche che erano sfornate in speciali occasioni: a san Valentino, per la Cresima, per le nozze..

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Today is the Love Day! … February 14th: Valentine’s Day!

The origin of this day worldwide suited to Love has ancient roots. Valentine, priest and martyr, lived in the period between 203 and 268: tradition has it that Valentine was the son of a Roman centurion named Julian and the Roman matron Priscilla. He became a priest continued tirelessly in evangelism following with particular interest engaged couples and spouses in difficulty and it is probably for this reason that it has become the patron saint of lovers. He was later sentenced to beheading that would be performed, as tradition dictates, on 14 February 268, on the Via Flaminia, which was built a basilica dedicated to him by Pope Julius I.

The fame of this saint spread first throughout the Roman Empire thanks to legionnaires who made it known throughout Europe and then, thanks to our missionaries around the world. The Holy of lovers still history and legend mingle. Valentino’s life, according to some, is split not only the holy martyr, but two. One lived around the third century priest in Rome, another martyr of Terni where probably was bishop around the sixth century and where is solemnly celebrated every year. It is likely that they are actually lived both martyrs and that over the centuries their stories are intertwined and overlapping.

It also seems that Valentine’s Day was celebrated as early as the time of St. Gregory the Great (late sixth century.) as shown by sacramental documents. Whatever the true story, it is certain that Valentine is one of the most beloved saints of the world. The St. Valentine’s Day has been included in the calendar on February 14, the day of his beheading, according to the martyrology of Rome romano.A worship has ancient traditions as is proved by the cemetery of the Flaminia road that bears his name, while at c Terni ‘it is a basilica dedicated to the saint, patron of the city. Many will wonder why on February 14 has become the day of lovers? The day of the notes affectionate or playful said just “Valentini”, the day of gifts between the serious and humorous, of declarations of love a little ‘true and a little’ ironic?

The custom has ancient roots in Anglo-Saxon countries (by us has been recently imported), where it originated. You can think of ancient customs connected with fertility rites of spring, the season when the birds began to nest. So the Valentine celebration marked the annual awakening of life and therefore love. But it is not unlikely that at the root of the custom kind there is just the memory of a saint, as tradition dictates.

During the Middle Ages, in England and France, it was said that on February 14 the birds began to mate: thus was born the saying that “on Valentine’s Day each chooses his valentine” From then the martyr became the patron of inspiring love also the ‘custom of the tender and witty notes, documented since the fifteenth century, said just “valentini” on which abound pierced hearts or doves, or interlaced rings and other always referred to the love.

Small, special brackets of Friulian tradition:

The St. Valentine’s Day was instituted in 496 when Pope Gelasius I decided to contrast the pagan fertility festival (the Lupercalia). In addition to being the patron saint of universal love Valentine he was revered for his skills as a miracle worker. In this role as a healer he was intended by its very name ‘Valentinus “, in Latin, which comes from the verb’ worth”: star in good health, be healthy and strong. In Friuli it was invoked to protect epilepsy, known as’ falling sickness’ or ‘bad Valentine’s. ” The disease that took its name from him was terrible and mysterious why not missed going to buy the blessed bread (figure eight), the blessed sticks and, in some centers, even the long and thin candles that were lit during seizures like the stick that was hung at the neck of the sick ‘malcaduco’ or ‘MAL from assidènt “and also remembered: aA real key, made of iron, was placed in the hand of the sick contracted, perhaps by spontaneous inspiration, not certainly for conscious mesmerism. About the particular shape to eight of these breads are blessed (ritual biscuits of 14 February) the researcher hypothesizes that symbolized the snake probably understood in the pharmacos (the two intertwined serpents), as in the rod of the heralds and Mercury. Similar to an eight so were the ‘bre “in this case called’ Saint Valentin”, typical donuts were baked on special occasions: to Saint Valentine, for Confirmation, for the wedding ..