13# Celebrating Carnival…. Eat&Drink: Frittelle e Vino!

E anche per quest’anno…ci siamo! Il Carnevale è nel suo pieno splendore e nonostante qualche banco di nebbia serale, il Tempo si sta impegnando (è pur sempre Febbraio!), regalando ottime parentesi per grandi e piccini per “darci sotto” e festeggiare al meglio! E che festa sarebbe se non comportasse il risveglio delle papille gustative?

Ecco che ogni Regione italiana sguinzaglia il meglio di tradizione e inventiva, presentando non solo le onnipresenti Chiacchere e Frittelle (con nomi e farciture diverse da..comune e comune!)ma affiancandole con le maschere, i ravioli dolci, le bugie, i cenci, le tagliatelle, le Focaccine fritte, i Zaeti, fino a veri capolavori di composizione (vedi la Cicerchiata…).

Da brava ragazza veneta, i miei primi ricordi carnevaleschi ruotano attorno ai polpastrelli piccoli e cicciotti unti e zuccherati che afferravano dal vassoio frittelle, frittelle alla crema, frittelle allo zabaione, frittelle alle gocce di cioccolato, frittelle con pezzi di frutta…in ogni caso..Frittelle!

Frittelle…. hanno una lunga storia alle spalle: considerate come il dolce nazionale della Repubblica Serenissima, risalgono all’epoca rinascimentale e nel 1700 circa furono elette dolce nazionale dello Stato Veneto. La ricetta del tempo prevedeva l’aggiunta dello strutto al posto dell’olio, l’uso del latte di capra e l’aggiunta all’impasto di zafferano.

Venivano preparate in strada dai fritoleri in piccole baracche di legno e vendute calde, nel ‘600 si costituirono in un associazione che era composta da settanta di loro, ognuno con una propria area dove poter esercitare in esclusiva l’attività commerciale e con la garanzia che a loro potevano succedere solo i figli. Questa corporazione rimase attiva fino alla caduta della Repubblica lagunare, anche se l’arte dei “fritoleri” scomparve definitivamente dalle calli veneziane solo alla fine dell’ottocento.

Gli storici raccontano che i fritoleri fossero soliti impastare le frittelle, fatte con uova, farina, zucchero, uvetta e pinoli, su grandi tavoli di legno. Poi le friggevano con olio, grasso di maiale o burro, in enormi padelle sostenute da tripodi. Una volta pronte venivano cosparse di zucchero e sistemate su grandi piatti decorati, al loro fianco, su altri piatti, erano esposti in bella vista gli ingredienti allo scopo di sottolineare la genuinità del prodotto.

Anche se l’autentica frittella rimane comunque quella veneziana, in tutto il Veneto si diffusero ricette locali,che prevedono frittelle confezionate con frutta immersa nella pastella o con fiori o con ortaggi, in certi casi perfino con erbe spontanee di prato e di monte e ancora con il riso e la polenta. Ma l’influenza della “fritola” contagiò anche altre culture, tanto che troviamo perfino una frittola ebraica, che gli Ebrei veneziani preparano ancor oggi in occasione della Festa del Purim.

Ecco in breve come si fanno, restando ligi alla Tradizione:

Fritole veneziane

Ingredienti:

400 g di farina, 100 g di uvetta sultanina, 1 cucchiaio di zucchero, 2 uova; circa 1 bicchiere di latte, 1 bicchierino di rhum (eventuale), 30 g di lievito di birra, sale, olio di arachide per friggere e zucchero a velo per le frittelle.

Preparazione:

Fate ammollare l’uvetta in acqua tiepida. Sbriciolate il lievito in una tazza e diluitelo con 3 cucchiai di acqua tiepida. Setacciate la farina in una ciotola e mescolatela con lo zucchero e un pizzico di sale. Disponetela a fontana e incorporatevi le uova, il rhum e il lievito diluito. Mescolate gli ingredienti, aggiungendo tanto latte, appena tiepido, quanto ne serve per avere una pastella densa, quindi scolate l’uvetta e asciugatela. Coprite la ciotola con un coperchio e mettete il composto a lievitare in un luogo tiepido fino a quando il suo volume non sarà raddoppiato. Mettete sul fuoco una padella con olio molto abbondante in modo che le frittelle vi galleggino dentro, e quando sarà ben caldo, versatevi l’impasto a cucchiaiate. Quando avranno assunto un colore piuttosto scuro, toglietele dal fuoco, asciugate l’olio in eccesso e spolveratele con lo zucchero a velo.

Ma cosa ci potremmo abbinare assieme, quando la golosità ci blocca il boccone in gola e necessitiamo di resettare la bocca per riprendere a gozzovigliare???

Anche in questo frangente ogni Regione offre la propria soluzione: Recioto di Soave (VR), Moscati e Vin santo, plurali, visto che sono vini diffusi in vaste aree della Penisola (= dal Piemonte al Trentino, al Veneto per i Moscati…più Italia Centrale per i Vin Santo), Albana di Romagna, Aleatico, Malvasia, Picolit ( http://www.torrerosazza.com/vino/picolit/ ), Marsala, Passito di Pantelleria, Ramandolo, Sagrantino Passito, Muffato della Sala (Umbria), fino al Phileno passito….a voi la scelta!

***********************************************************************

And again also this year … here we go! Carnival is in its full splendor and despite some evening bank of fog, the time is working (it’s still February!), giving excellent brackets for young and old to “stick the target” and celebrate in the better way! And what kind of party would be if it entailed the awakening of the taste buds?

And that’s it: every Italian Region unleashes the best of tradition and invention, presenting not only the ubiquitous “Chiacchere” and “”Frittelle” (with names and different fillings from … village to village!) But supporting them with the funny maskbiscuits, sweet ravioli, the Bugie, the Cenci , sweet roundle noodles, fried muffins, Zaeti, up to real masterpieces of composition (see Cicerchiata from Umbria …).

As good Venetian girl, my first carnival memories revolve around my small and chubby little fingerstips, greasy and sugary, gripping the tray of Frittelle, Frittelle with cream, eggnog Frittelle, Frittelle with chocolate chips, Frittelle with fruit pieces. In any case … ..Frittelle!

Frittelle….they have a long history behind: considered as the national cake of the Serenissima Republic, dating back to the Renaissance,  in 1700 they were elected as national cake of the Venetian State. The recipe of the time provided for the addition of lard instead of oil, the use of goat milk and the addition to the dough of saffron.

They were originally prepared in the street by “fritoleri” in small wooden shacks and sold hot (= in the ‘600 they formed  an association that was made up of seventy of them, each with its own area where to exercise exclusively the business, and with a guarantee that could inherit only their children). This corporation remained active until the fall of Venice Republic, although the art of “fritoleri” finally disappeared from the streets of Venice only the late nineteenth century.

Historians tell us that the “fritoleri” were used to knead Frittelle, made with eggs, flour, sugar, raisins and pine nuts, on large wooden tables. Then they are frying with oil, lard or butter, in huge pans supported by tripods. Once ready, they were sprinkled with sugar and place on large decorated plates, and on their side, on other dishes, were exposed in full view all the ingredients in order to emphasize the purity of the product.

Although the authentic Frittelle remains that of Venice, in the Veneto spread local recipes, which include packaged frittelles with fruit dipped in batter or with flowers or vegetables, in certain cases even with wild herbs, and still with rice and polenta. But the influence of the “fritola” also infected other cultures, so that even we find a Jewish frittola, that the Venetian Jews still prepare on the occasion of the Feast of Purim.

Here, briefly, remaining loyal to Tradition:

Venetian fritole

Ingredients:

400 g of flour, 100 g raisins, 1 tablespoon sugar, 2 eggs; about 1 cup milk, 1 glass of rum (if wanted), 30 g of yeast, salt, peanut oil for frying, and powdered sugar for the pancakes.

Preparation:

Soak the raisins in warm water. Crumble the yeast into a bowl and dilute it with 3 tablespoons of warm water. Sift the flour into a bowl and mix it with sugar and a pinch of salt. Arrange on a mound and stir in eggs, the rum and the diluted yeast. Mix the ingredients, adding as much milk, lukewarm, as far as I need to have a thick batter, then drain the raisins and dry. Cover the bowl with a lid and put the mixture to rise in a warm place until its volume will not be doubled. Put a pan with very hot oil so that the pancakes will float in, and when it is hot, pour the mixture in spoonfuls. When they have taken on a rather dark color, remove from heat, dry the excess oil and sprinkle with icing sugar.

But what could we can drink together, when our gluttony blocks the morsel in his throat, and we need to reset my mouth to take to restart eating ???

Even in this occasion, each region offers its own solution: Recioto di Soave (VR), Moscati and Vin Santo, plural yes, since wines are spread over vast areas of the Peninsula (= from Piedmont to Trentino, the Veneto for Moscati … more Central Italy for Vin Santo), Albana di Romagna, Aleatico, Malvasia, Picolit (http://cof%20picolit%20torre%20rosazza/), Marsala, Passito di Pantelleria, Ramandolo, Sagrantino Passito, Muffato della Sala (Umbria), up to Phileno raisin …. the choice is yours!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...