12# Taste of Carnival…. Calabro mood!

amantea

Carnevale: What is this?? La parola deriva dal latino carnem levare (“eliminare la carne”), forse influenzata anche dal latino vale (quasi fosse “carne, addio!“), poiché indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di Carnevale (Martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.

Uno dei “problemi” legati al Carnevale è capire quando inizia: l’aria soffia gagliarda già dalla “Domenica Settuagesima”, la prima delle nove che precedevano la Settimana Santa secondo il Calendario Gregoriano, data l’origine cattolica di questa festività (anche se va rammentato come in realtà esso ha origine in festività molto antiche, come per esempio le dionisiache greche (le antesterie) o i saturnali romani,  durante i quali si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza).

….per quanto concerne la fine della festa…eh, dipende se la Pasqua sarà alta o bassa (=data la sua natura di festa mobile), cioè celebrata in pieno Aprile, o precedentemente, dalla fine del mese di Marzo….

Sciolti questi dubbi e superate queste premesse, va detto che in Italia non ci facciamo mancare manifestazioni che per spessore, inventiva e varietà non sono seconde a nessuno e attirano frotte di turisti from everywhere: Venezia, Viareggio, Ivrea, Sciacca, Putignano e Cento sono nomi che girano sulla bocca di tutti…

Ma grazie al mio amico Ros,  oggi voglio portarvi alla scoperta di una vera chicca nel panorama giullare del Carnevale: diciamo un Carnevale Calabro mood!

Cominciamo per esempio dicendo che il Re del palco è il Giangurgolo è la maschera calabrese della Commedia dell’Arte: il Capitano di origine spagnola, esuberante e bugiardo, indossa maschera rossa con naso di cartone, cappello conico nero o marrone, colletto bianco spiegazzato, corpetto rosso, calze a righe gialle e rosse, calzoni sotto il ginocchio, e scarpe in vernice nera.

5 sono i Carnevali più rinomati e dalle radici più profonde: il Carnevale di Castrovillari, quello Occitano, di Amantea, della Piana e quello di reggio Calabria. La capitale del Carnevale calabrese è Castrovillari, che dal 1959  incanta la regione, considerato ormai da decenni il festival del floklore. La forza della manifestazione è data dall’unione tra le sfilate di gruppi mascherati, balli, canti con la tradizione popolare, che convoglia nell’area del Pollino ogni anno migliaia di visitatori.

Qualsiasi sia la città che ospita i festeggiamenti, gli “effetti speciali” si producono anche sopra le tavole! Ecco qualche idea, giusto per arricchirci il piatto a qualsiasi latitudine:

  • Le polpette di carne, o purpetti,  al primo posto nella lista della cucina di carnevale calabrese, che in questo periodo si preparano con la carne fresca di maiale, la salsiccia calabrese stagionata.
  • Ravioli fritti di ricotta, di preparazione molto semplice, ma con un forte aroma di arance, indispensabili per coprire il sapore delle uova.
  • Le chiacchiere, e sebbene l’impasto sia solo di farina, non sono semplici da preparare, perché devono risultare croccanti, ma non secche, morbide ma non intrise di olio.. La ricetta calabrese, inoltre, prevede l’aggiunta di un tocco di vino moscato nell’impasto.
  • Tartine al sanguinaccio di maiale, una vera squisitezza, soprattutto se non avete problemi nel sapere che queste tartine ricche di cioccolato fondente hanno anche il sangue di maiale tra gli ingredienti. Un dolce tipico che viene preparato subito dopo l’uccisione del maiale, quindi all’inizio dell’anno e consumato in occasione delle feste.
  • La Pignolata, dolce tipico reggino, ha la forma di una pigna, costituita da pallini di pasta detti pigne ed è ricoperta di miele caldo. Esistono anche delle varianti costituite da glassa bianca al bergamotto o glassa al cioccolato.

E non mancano cmq le Torte,  per esempio la torta alla frutta, la torta con crema all’arancia, le torte preparate con i fichi secchi, le torte con le confetture di fichi, albicocche, castagne. Insomma, una moltitudine di ingredienti made in Calabria.

E cosa si può degustare, affianco a cotanta varietà luculliana? Ma ovviamente altrettante sorprese enologiche!

Tutti conoscono Sua Maestà il Cirò: i migliori Cirò Rosso, hanno colori vivi, profumi nitidi di frutta matura, gusti ampi e puliti. Le altre denominazioni, da Lamezia a Donnici, a Scavigna, a San Vito di Luzzi, offrono prodotti di buon livello rappresentativo, mentre i rossi di Pollino e Lamezia sembrano avere ottime potenzialità.

Ringraziando  Wikipedia, si può venire a scoprire (ma io preferisco passare in enoteca/prenotare 1 biglietto aereo per Reggio!) come in Calabria attualmente si producono 9 vini a Denominazione di Origine Controllata (DOC) e 11 vini ad Indicazione Geografica Tipica (IGT).

I 9 vini a Denominazione di Origine Controllata della Calabria:

  • Bivongi, prodotto nelle province di Reggio Calabria e Catanzaro
  • Cirò, prodotto nei comuni di Cirò e Cirò Marina e in parte nei territori di Melissa e Crucoli
  • Terre di Cosenza, con le sottozone: Condoleo, Donnici, Esaro, Pollino, San Vito di Luzzi, Colline del Crati, Verbicaro
  • Greco di Bianco, prodotto nella provincia di Reggio Calabria
  • Lamezia, prodotto nella provincia di Catanzaro
  • Melissa, prodotto nella provincia di Crotone
  • Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, prodotto nelle province di Crotone e Catanzaro
  • Savuto, prodotto nelle province di Cosenza e Catanzaro
  • Scavigna, prodotto nella provincia di Catanzaro

Gli 11 vini ad Indicazione Geografica Tipica della Calabria:

  • Arghillà – prodotto nella provincia di Reggio Calabria
  • Calabria – nell’intero territorio della regione Calabria
  • Costa Viola – prodotto nella provincia di Reggio Calabria
  • Esaro – prodotto nella provincia di Cosenza
  • Lipuda – prodotto nella provincia di Crotone
  • Locride – prodotto nella provincia di Reggio Calabria
  • Palizzi – prodotto nella provincia di Reggio Calabria
  • Pellaro – prodotto nella provincia di Reggio Calabria
  • Scilla – prodotto nella provincia di Reggio Calabria
  • Val di Neto – prodotto nella provincia di Crotone
  • Valdamato – prodotto nella provincia di Catanzaro

Non resta che prendere, partire e immergersi nel Carnevale Calabro Mood!!!

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Carnival: What is this ?? The word comes from the Latin carnem upbeat ( “take off meat”), perhaps influenced by Latin applies (as if it were “meat, farewell!”), As it indicated the banquet that was held on the last day of Carnival (Fat Tuesday Martedi Grasso), just before the period of abstinence and fasting of Lent.

One of the “problems” related to the Carnival is to understand when it begins: the air blowing from the already hefty “Septuagesima Sunday,” the first of the nine preceding Holy Week according to the Gregorian calendar, given the Catholic origin of this feast (although it should be recalled as it actually originated in ancient festivals, such as the Greek Dionysian (the Anthesteria) or the Roman Saturnalia, during which was realized a temporary dissolution from social obligations and hierarchies to leave room for subversion, the joke and also to debauchery).

…. As regards the end of the party … eh, it depends on whether Easter will be high or low (= given its nature moveable feast), that is celebrated in the middle of April, or earlier, from the end of March ….

Loose these doubts and overcome these premises, it must be said that in Italy we do not miss events for thick, inventiveness and variety are second to none and they attract droves of tourists from everywhere: Venice, Viareggio, Ivrea, Sciacca, Putignano and Cento are names that run on everyone’s lips …

But thanks to my friend Ros, today I want to take you to discover a real gem in the Jester panorama of Carnival: a such Carnival in Calabro mood!

Let’s start by saying for example that the King is the stage Giangurgolo is the Calabrian mask of the Commedia dell’Arte: The captain of Spanish origin, exuberant and liar, wearing red mask with cardboard nose, black conical hat or brown, wrinkled white collar, red waistcoat, yellow and red striped socks, trousers below the knee, and black patent shoes.

5 are the most famous Carnivals with deeper roots: the Carnival of Castrovillari, the Occitan one, this one of Amantea, of the Plains and that of Reggio Calabria. The Carnival of the Calabrian capital is Castrovillari, which since 1959 enchants the region, now considered by decades of Floklore festival. The force of the event is given by the union of the parades of masked groups, dances, songs with the popular tradition, which conveys in the Pollino each year thousands of visitors.

Whatever the city hosting the festivities, the “special effects” are also produced on the boards! Here are some ideas, just to enrich the pot at any latitude:

  • The meatballs, or purpetti, ranked first in the list of the Calabrian cuisine carnival, which in this period are prepared with fresh pork, Calabrian sausage seasoned.
  • Fried ricotta ravioli, very simple preparation, but with a strong aroma of oranges, essential to cover the taste of the eggs.
  • The chiacchere, and although the mix is only of flour, are not easy to prepare, because they have to be crunchy, but not dry, soft but not soaked with oil. The Calabrian recipe also includes the addition of a touch of moscato wine in the dough.
  • Canapes pork pudding, a real delicacy, especially if you have no problem in knowing that these canapés rich dark chocolate also pig’s blood among the ingredients. A typical cake that is prepared immediately after the killing of the pig, so at the beginning of the year and consumed during the holidays.
  • The Pignolata, typical sweet reggino, has the shape of a pine cone, consisting of dough pellets said cones and is covered in hot honey. There are also variants consist of white icing with bergamot or chocolate icing.

And there are also so many cakes: fruit cake, cake with orange cream, cakes made with dried figs, cakes with jams of figs, apricots, chestnuts. In short, a multitude of ingredients made in Calabria.

What you can taste, next to such great variety culinary kind sound? But of course many surprises wine!

Everyone knows His Majesty Ciro: the best Ciro Rosso, have vivid colors, sharp aromas of ripe fruit, tastes large and clean. Other names, from Lamezia in Donnici, to Scavigna, in San Vito di Luzzi, offer good representative level products, while the reds of Pollino and Lamezia seem to have excellent potential.
Thanking Wikipedia, you can come to find out (but I prefer to go into a wine / book one trip to Reggio!) As in Calabria currently produces nine wines of Controlled Origin (DOC) and 11 wines IGT (IGT) .

9 The wines of Denomination of Controlled Origin of Calabria:

  • Bivongi, prodotto nelle province di Reggio Calabria e Catanzaro
  • Cirò, prodotto nei comuni di Cirò e Cirò Marina e in parte nei territori di Melissa e Crucoli
  • Terre di Cosenza, con le sottozone: Condoleo, Donnici, Esaro, Pollino, San Vito di Luzzi, Colline del Crati, Verbicaro
  • Greco di Bianco, prodotto nella provincia di Reggio Calabria
  • Lamezia, prodotto nella provincia di Catanzaro
  • Melissa, prodotto nella provincia di Crotone
  • Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, prodotto nelle province di Crotone e Catanzaro
  • Savuto, prodotto nelle province di Cosenza e Catanzaro
  • Scavigna, prodotto nella provincia di Catanzaro

The 11 wines IGT of Calabria:

  • Arghillà – prodotto nella provincia di Reggio Calabria
  • Calabria – nell’intero territorio della regione Calabria
  • Costa Viola – prodotto nella provincia di Reggio Calabria
  • Esaro – prodotto nella provincia di Cosenza
  • Lipuda – prodotto nella provincia di Crotone
  • Locride – prodotto nella provincia di Reggio Calabria
  • Palizzi – prodotto nella provincia di Reggio Calabria
  • Pellaro – prodotto nella provincia di Reggio Calabria
  • Scilla – prodotto nella provincia di Reggio Calabria
  • Val di Neto – prodotto nella provincia di Crotone
  • Valdamato – prodotto nella provincia di Catanzaro

It just has to take, leave and plunge into Calabro Carnival Mood !!!

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